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ETHNICUS Festival delle Culture Migranti http://www.ethnicus.it

CARTELLA STAMPA

ETHNICUS

Festival delle Culture Migranti

dal 25 al 29 agosto 2010

Teatro Sa Mandria e Sala Multimediale Ex Carcere

Castiadas (CA)

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Pensamentus

associazione di promozione arte e cultura

con

Regione Sardegna Assessorato al Lavoro

Comune di Castiadas

Provincia di Cagliari

INVITA

alla

CONFERENZA STAMPA

di presentazione di

ETHNICUS FESTIVAL DELLE CULTURE MIGRANTI

VI EDIZIONE

Castiadas 25-29 agosto

Venerdì 20 agosto ore 19.30

T HOTEL

Via Dei Giudicati, 66

Cagliari

interverranno

TORE USAI e ROCCO DE ROSA

direzione artistica Ethnicus

parteciperà

ANGELA MARIA QUAQUERO Assessore Politiche Sociali Provincia di Cagliari

saranno presenti alcuni tra gli artisti partecipanti al festival

seguirà

concerto di Rocco De Rosa piano solo

E' gradita conferma di partecipazione

evento realizzato in collaborazione con Tiscali, Stand Up, Bresca Dorada, Il Manifesto

ufficio stampa marialuisa giordano 39+ 338 3500177 [email protected]

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la storia di ETHNICUS, FESTIVAL DELLE CULTURE MIGRANTI

“CONOSCERE I NOSTRI VICINI DI CASA”

ETHNICUS nasce nel 2005 da una intuizione di Tore Usai, leader di Pensamentus: creare un festival

che non fosse la solita rassegna di gruppi folcloristici invitati da lontani paesi esotici, bensì

l’occasione per chiedere al vicino di casa di parlare della sua cultura, mostrare le sue arti, le sue

danze, le sue gioie, le sue preoccupazioni, le sue speranze. Un incontro tra la cultura sarda e quelle

wolof, rom, slave, latinoamericane, cinesi… ovvero dei migranti del XXI secolo.

Fin dalla sua prima edizione, a Selargius nel 2005, sul palco di Ethnicus si sono alternati artisti,

musicisti e attori sardi, italiani, africani, islamici, europei. Nella sala convegni sono intervenuti

video reporter e studiosi, giornalisti e operatori socio‐culturali, economisti e sociologi, mentre

reading di poesie e racconti si sono insinuate fra le esposizioni di artigianato e le degustazioni di

cous‐cous, di kebab e altri piatti provenienti dalle diverse tradizioni.

Ethnicus è promosso e organizzato dall’ssociazione Pensamentus, che durante le varie edizioni

ha avuto la collaborazione di varie altre associazioni e cooperative come: Associazione dei

senegalesi della provincia di Cagliari, Asce (Associazione Sarda Contro l’Emarginazione),

Cooperativa Sirio Teatro di Sardegna, Associazione Sardegna‐Palestina, Catabascia, L’ptacordio,

Fondazione Gai‐Gagliardo, Bel e Zebù, Cooperativa Villaggio Carovana, Baladi, Progetto

Mediazione Sardegna, PON Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno, Teatro ARKA (H.C.E.),

Galavision.

Il Festival delle culture migranti non sarebbe potuto andare avanti senza la preziosa

partecipazione di sponsor privati ed in particolare di Stand Up che l’a sostenuto fin dalla prima

edizione; successivamente sono diventati importanti anche Bresca Dorada, Il Manifesto e Tiscali.

Ma nel corso degli anni altri validi sponsor sono stati Aipsa Edizioni, Western Union, S.E.L.T.,

Granuplast, Penty Service, CA.ME e Cellarium viaggi.

La realizzazione del Festival è stata possibile grazie al contributo dell’ssessorato al Lavoro della

Regione Autonoma della Sardegna, che ha così sostenuto l’spetto innovativo del modo di

affrontare temi e contenuti legati all’mmigrazione e alla condizione delle popolazioni immigrate in

Italia attraverso la forma dell’rte e dello spettacolo.

Inoltre, nel corso degli anni, Pensamentus ed Etnhicus sono stati sostenuti da: Comune di

Selargius, Provincia di Cagliari, Consigliera di Parità della Regione Sardegna, Commissione Pari

Opportunità della Provincia di Cagliari, Comune di Castiadas, Municipio di Roma, Assessorato alla

cultura della Provincia di Roma, Comune di Bologna, Provincia di Bologna e Regione Emilia

Romagna.

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ETHNICUS

FESTIVAL DELLE CULTURE MIGRANTI

CASTIADAS 25‐29 AGOSTO

VI EDIZIONE

Il Festival Ethnicus, dedicato alle Culture Migranti, torna a Castiadas dal 25 al 29 agosto. Evento

fortemente voluto dall'Associazione Pensamentus.

Ethnicus rappresenta sempre di più un momento di incontro tra culture, di convivenza tra artisti,

studiosi, operatori culturali, esperti di comunicazione e pubblico. Un laboratorio, un percorso di

ricerca e sperimentazione tra linguaggi diversi.

Mostre fotografiche, video, spettacoli teatrali, concerti multimediali, dibattiti, presentazione di

libri. Il tutto raccolto, selezionato e composto in una perfetta miscellanea dalla sapiente direzione

artistica di Tore Usai e Rocco De Rosa e convissuto e creato durante il festival.

A Ethnicus il 'chi è di scena' è l'attimo conclusivo, la festa, il rito dell'offerta del raccolto.

Il tema di questa edizione è Volver, il ritorno: desiderato, ricercato, purtroppo il più delle volte

impossibile da realizzare e ancora più spesso annegato nella totale inconsapevolezza di tutti noi.

Il programma del Festival offre un'occasione per riflettere sul tema attraverso i vari momenti e

protagonisti.

Ma la caratteristica di Ethnicus è anche quella di proporre azioni.

Non basta parlare e raccontare, occorre agire.

Ed è per questo che gli organizzatori del Festival propongono sin da ora alle istituzioni e in

particolare alla Regione Sardegna, che sostiene con forza la manifestazione, un progetto legislativo

volto a dare reali possibilità di ritorno al Volver.

ETHNICUS è realizzato da

Organizzazione Associazione Culturale Pensamentu,

in collaborazione con Associazione Culturale L'Eptacordio

Con il contributo dell'Assessorato al Lavoro Regione Sardegna ‐ Comune di Castiadas

Con il patrocinio della Provincia di Cagliari

Sponsor ufficiali: Tiscali, Stand Up, Bresca Dorada, Il Manifesto

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foto e video

http://www.ethnicus.it/immagini.html

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PROGRAMMA

VENERDI 27 AGOSTO 2010

ore 17.00

Inaugurazione del Festival

MOSTRA FOTOGRAFICA

“TRASMIGRAZIONI” DI ALFREDO BINI

ore 18.00

CONVEGNO

“Microcredito e microimprenditorialità”

Saluti delle autorità comunali, provinciali e regionali

Moderatore Alberto Castagnola

interventi di: Kilap Gueye (Sunu Gaal)

Roberto Sedda (Banca Etica)

Claudia Zuncheddu (Ass. Azalai)

ore 17.00 – 19.00

CASTELLI DI SABBIA

Laboratorio creativo per bambini

a cura della associazione “Bel e Zebù”

e di Licio Esposito

ore 21.00

“TRATTE… HARRAGA DEI

MARI E DEI DESERTI...”

Regia Gaspare Balsamo

con Gaspare Balsamo, Mambaye Diop, Silvia Balossi (kora) e Carmelo Cacciola (chitarra e oud).

ore 22.30

“EM OVVERO EMANUEL

CARNEVALI VA IN AMERICA”

Spettacolo Concerto di

ACUSTIMANTICO

con la partecipazione

di Giuseppe Boy

ore 24.00 – 06.00

ROUND MIRTNIGHT

a cura di Gerardo Ferrara, Ant Larizza

e del “Progetto Volver” (Marco Maxia, Cristina Mastinu, Stefano Sibiriu, Angelica Turno e

Giuseppe Boy)

Presentazione del progetto SARDANDENDI

In esclusiva nazionale il video del concerto di Ralph Towner e Javier Girotto

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SABATO 28 AGOSTO 2010

ore 18.00

CONVEGNO

“Emigrazione: andata e ritorno?”

Moderatore Paolo Pillonca

interventi di: Fawzi Ismail (Palestina), Marcia Theophilo (Brasile)

e Moni Ovadia.

ore 17.00 – 19.00

CASTELLI DI SABBIA

Laboratorio creativo per bambini

ore 21.00

MARCIA THEOPHILO E ANDHIRA

in concerto

ore 22.30

ROM & GAGE’ in concerto

con ospite MONI OVADIA

ore 24.00 – 06.00

ROUND MIRTNIGHT

a cura di Gerardo Ferrara, Ant Larizza,

il “Progetto Volver” e la partecipazione di Saly Diarra (Mali) e Alberto Balia.

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DOMENICA 29 AGOSTO 2010

ore 17.00 – 19.00

CASTELLI DI SABBIA

ore 19.00

“IL COLORE DELLE PAROLE”

Film ‐ documentario regia di Marco Simon

Puccioni, sarà presente il musicista Martin Kongo, uno dei protagonisti del film.

Ore 20.30

“MUSICANTE”

Video tratto dal romanzo

di Antonio De Rosa,

regia di Silvia Giulietti

voce narrante dal vivo Eva Immediato

Ore 21.00

“TRASMIGRAZIONI 0.2 Volver”

Concerto multimediale

con Rocco De Rosa, Baba Sissoko, Miriam Meghnagy, Pino Pecorelli, Pasquale Laino, Licio Esposito,

Antonio Franciosa, Marian Serban, Vanessa Bissiri, Angelica Turno, Fiore Benigni e Clara Marchana

ore 22.30

BABA SISSOKO

& AFRO BLUES QUARTET IN CONCERTO

INTORNO A ETHNICUS

BAZAR MUNDUS

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e

ETHNICOUS ‐ COUS

dal 27 al 29 agosto a Castiadas

ex Carcere e Teatro Sa Mandria

ETHNICUS è anche accoglienza, buon cibo e mirto e ancora spazio all'artigianato dal mondo.

ETHNICOUS‐COUS offre ai partecipanti e al pubblico una selezione di cibi etnici dal mondo

preparati da Rosaria e Dario esperti enogastronomici, amici del Festival, che ogni anno si

trasferiscono 'pentole ‐ ingredienti ed entusiasmo ' da Cagliari a Castiadas.

DARIO SARANGA è chef. Ha prestato la sua attività presso i maggiori villaggi turistici della

Sardegna. Nato a Milano è “immigrato al contrario” e si è trasferito per amore di Rosaria e della

Sardegna.

ROSARIA SECCHI ha appreso l'arte della cucina da Dario. Operatrice con ragazzi disabili, amante

dei cavalli, lavora nei maneggi della valle cagliaritana.

BAZAR MUNDUS offre ad artigiani locali e non lo spazio per presentare le proprie creazioni e al

pubblico la possibilità di uno sguardo su altri aspetti delle culture.

OGNI GIORNO...OGNI NOTTE...

CASTELLI DI SABBIA

Laboratorio creativo per bambini

a cura della associazione “Bel e Zebù”e di Licio Esposito

27-28-29 agosto dalle ore 17.00 alle ore 19.00 Teatro Sa Mandria Castiadas

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ETHNICUS è anche creare con le mani

ETHNICUS è anche lasciare ai bambini uno spazio soltanto loro, permettendo agli adulti di

affidarli a operatori competenti e divertenti!

L'associazione culturale BEL E ZEBÙ è formata da un gruppo di professionisti dell'arte e della

comunicazione: illustratori, grafici, insegnanti, animatori, operatori del video.

Propone laboratori d'arte, costruzione di libri, animazione alla lettura, scrittura, filosofia, riprese e

montaggio video.

Lavora con bambini e ragazzi di tutte le età

Organizza corsi d'aggiornamento per insegnanti, bibliotecari, “ludotecari” e altri operatori del

settore.

Scrive, illustra e racconta storie. Allestisce mostre, costruisce scenografie, dipinge sui muri e sulle

mattonelle, inventa alfabeti.

Bel e Zebù la troviamo nelle biblioteche, musei, gallerie d'arte, librerie, in piazze o altri spazi

all'aperto in occasione di festival letterari o altre manifestazioni culturali.

Bel e Zebù è a Cagliari oppure sul sito http://www.evarasano.it/ita/belezebu.asp

LICIO ESPOSITO

Nato a Salerno è autore e produttore video.

Dopo una lunga esperienza lavorativa iniziata nel 1985 - come collaboratore della casa di

produzione Quick Sand di Milano nella realizzazione di spot a carattere nazionale - inizia dal 1990

ad operare in Campania, affiancandosi ad agenzie, case di produzione ed emittenti locali

prevalentemente come animatore/regista di video. Dal 1999, anno di costituzione della Cactus film

produzioni, produce e realizza videoclip, documentari e cortometraggi, affiancando a queste

produzioni di ricerca a prevalenza videografica, opere che hanno trovato riscontro nei maggiori

festival e rassegne nazionali ed internazionali (Sta calando il soul, Testa di cane, Babilonia).

Dal 2003 opera anche come videoperformer all’interno di progetti di danza, teatrali e musicali, in

particolare creando immagini live con la sabbia, tecnica utilizzata soprattutto nei cortometraggi in

animazione.

Collabora stabilmente con il gruppo musicale Têtes de Bois.

ROUND MIRTNIGHT

27‐28‐29 agosto

ore 24.00 –06.00

Teatro Sa Mandria Castiadas

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Girando intorno alla mezzanotte con mirto potremmo tradurre liberamente quello che sarà la

novità di Ethnicus 2010.

Ethnicus è una sorta di tempo fermo in cui senza soluzione di continuità si alternano teatro,

musica, incontri, parole, immagini, giorni, notti, cibo e naturalmente mirto.

Era inevitabile che nascesse l'esigenza stimolata anche dal pubblico di non lasciarsi dopo gli

spettacoli.

Ad animare le notti sino all'alba saranno due giornalisti musicisti che Ethnicus ha incontrato nelle

passate edizioni e che ora approdano a Castiadas.

Gerardo “Gerry” Ferrara e Antonio ANT Larizza condurranno le notti con il “Progetto Volver”

percorso musicale sul tema del “ritorno” con Marco Maxia, Stefano Sibiriu, Angelica Turno,

Giuseppe Boy e Cristina Mastinu (tutti artisti del territorio sardo).

Sabato 28 agosto saranno ospiti di RM Saly Diarrà musicista del Mali e Alberto Balia.

Durante le notti anche proiezione di video.

In esclusiva e per la prima volta il video del concerto di Ralph Towner e Javier Girotto del

25/01/2010 tenutosi all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Sono pochi i fortunati che

hanno potuto assistere all’incontro tra il chitarrista Ralph Towner e il sassofonista Javier Girotto;

un evento inedito ed esclusivo. Un concerto in cui i due musicisti hanno interpretato i loro brani

originali e soprattutto hanno dato libero sfogo alla creatività e alle loro capacità di

improvvisazione. Due artisti che si sono distinti nel panorama musicale internazionale per una

ricerca del tutto personale volta alla musicalità e alla libertà.

Ralph Towner è un polistrumentista di gusto raffinato la cui tecnica musicale è un tutt’uno con un

innato senso della melodia. Ha realizzato una lunga serie di album che spaziano dal jazz alla musica

classica, sino alla musica folk e alla world music non smettendo mai di sperimentare nuovi

percorsi.

Javier Girotto ha rimesso in gioco le sue radici argentine dando vita a un genere di tango nuovo

miscelandolo con il jazz e la musica popolare in equilibrio perfetto tra improvvisazione, scrittura e

arrangiamento. Anche lui, come Towner, non smette mai di sperimentare nuovi percorsi

collaborando con artisti dell’ambito jazz ma anche folk, classico e leggero.

Per tutto il concerto i due artisti hanno offerto il meglio di se stessi. Towner prevalentemente alla

chitarra classica (sempre brillante, nonostante una dolorosa infiammazione al braccio sinistro

avesse rischiato di far annullare il concerto) e Girotto al soprano ha saputo trovare toni lirici per lui

inusuali. Magicamente, grazie all'alchimia scattata tra i due, il totale è risultato maggiore della

somma delle parti, facendo sperare che il concerto ‐ al momento un episodio isolato ‐ abbia presto

un seguito e possibilmente uno sviluppo discografico.

SARDANDENDI documentario

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SardAndendi è un progetto documentale riguardante personaggi‐artisti che creano e suonano

strumenti musicali autoctoni di realtà e comunità geograficamente distanti come la Sardegna e le

Ande. Musicisti e liutai sono i protagonisti del documentario, nonché i rappresentanti delle

abitudini, degli usi e costumi più veri e tangibili delle loro regioni.

Attraverso la convivenza quotidiana con i personaggi, ascoltando i loro racconti, scoprendo le loro

passioni, si è arrivati ad una conoscenza delle caratteristiche musicali e culturali di ambo le regioni

che valorizzano e che preservano le loro identità e ricchezze culturali.

Il documentario è composto da diversi cortometraggi nel quale, attraverso un’rmonica linea

narrativa, si produce una relazione tra le differenti storie e apparizioni raccolte.

Il progetto ha avuto inizio in Sardegna partendo dal Sarrabus quale culla del più antico strumento

musicale del bacino del Mediterraneo, “e Launeddas”e poi seguendo attraverso percorsi, visite e

feste popolari in tutto il territorio sardo con il fine di testimoniare i tratti più forti e radicati

dell’dentità sarda e delle sue antiche tradizioni in un contesto artistico ‐ musicale.

La seconda fase del progetto Sardandendi è stata realizzata in Sudamerica, in particolare nelle

Ande, attraversando Argentina, Cile, Bolivia e Perù, filmando e testimoniando realtà e personaggi

che conservano le tradizioni musicali e la fabbricazione artigianale di strumenti.

Semilla Cosmika è un’associazione culturale no profit che si occupa della realizzazione di progetti

di interscambio culturale, con interesse alle realtà della Sardegna, del Mediterraneo dell’America

latina e particolare dedizione ai temi di solidarietà, ambiente, musica e relazioni sociali. È uno dei

segni del calendario Maya, indica il potere della fioritura delle cose, dello germogliare di idee e

intenzioni, dello sbocciare di possibilità e creatività. Corrisponde al giorno in cui è stata fondata

l’associazione.

L’ Associazione si è costituita nel 2009, ma fu un viaggio in Amazzonia di qualche anno fa che

segnò il momento di condivisione, esperienze, viaggi, incontri.

Il gruppo di lavoro è composto da amici con la passione e la dedizione per i viaggi e per la musica,

che mette a disposizione le proprie capacità in attività culturali e umanitarie, gli studi e le

conoscenze professionali nel campo audio visuale.

Fondatori: Roberta Aloisio, Lucas Sileoni, Lisandro Malissia, Marco Porcu

http://www.sardandendi.it/

SALY DIARRA musicista, cantante originaria del Mali .

Ha un suo stile particolare, si rifà alle melodie ed ai ritmi propri della tradizione dei Griot del Mali,

figure erranti che detengono e tramandano il sapere, la tradizione, la storia e la cultura locale.

ALBERTO BALIA Chitarrista, compositore, ricercatore di musica popolare, architetto. Nasce a

Santadi (Ca) nel 1954 e si avvicina alla musica all'età di dieci anni, entrando a far parte della banda

musicale del paese suonando il clarinetto (strumento che eredita dal padre). Quasi

contemporaneamente, influenzato dallo sconvolgimento musicale che avveniva alla fine degli anni

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’60, comincia a suonare la chitarra nei gruppi di musica pop e soul che si formavano in quegli anni.

Matura un profondo contatto con la musica etnica e, attraverso la conoscenza con la cantante

Caterina Bueno con lo spettacolo "Il trenino della leggera", inizia la propria attività professionale

come chitarrista accompagnandola in numerosi spettacoli in Italia e all'estero.

E’ attualmente, impegnato nella creazione dell’Alberto Balia Project; un insieme etno-jazz formato

da giovani musicisti sardi: Fabio Bellia al basso, Andrea Tuveri alla batteria, Matteo Scano al

piano. Sta portando avanti l’attività del progetto BAXIU e CONTRA e un progetto concertistico e

discografico con il chitarrista Massimo Nardi.

Il suo stile strumentale e compositivo assolutamente originale rivela una passione melodica che trae

ispirazione e vitalità da suoni e ritmi ambientali e naturali che sono all'origine dell'etnofonia sarda e

del suo divenire forma musicale organizzata. Attraverso l'improvvisazione, filo conduttore del suo

lavoro di ricerca, convergono e fluiscono armoniosamente gli stili di ispirazione jazz-blues della

chitarra moderna, le " trasposizioni " del repertorio delle launeddas, le tecniche più tradizionali della

chitarra sarda.

Le 'anime' delle notti

GERARDO 'GERRY' FERRARA giornalista di Radio Onda d'Urto, conduce da anni la trasmissione

'Suoni e Memoria' in cui ha incontrato artisti e progetti di ogni genere attraverso l'Italia e il

mondo.

Musicista (suona percussioni, kora, djambèe) e voce narrante di spettacoli come “Al di là del Caos”

tratto dal libro di Elvira Mujcic, “Terra Nera” tratto dal romanzo di Giuse Alemanno, viandante

per scelta alla ricerca di storie e note dimenticate.

Studioso di musica popolare, membro della giuria del Premio Tenco e Folkermesse.

ANTONIO 'ANT' LARIZZA giornalista di Radio Lifegate, ricercatore di musica popolare, musicista,

fotografo. Impegnato da alcuni anni in un progetto di raccolta audio attraverso i festival ha

partecipato anche alla scorsa edizione di ETHNICUS.

PROGETTO VOLVER

Lavorare intorno a un'idea come rappresentare il Ritorno, al contempo fare ciò che piace, ovvero

suonare per divertirsi; questi sono le ragioni che uniscono Cristina Mastinu (voce), Giuseppe Boy

(poesia), Marco Maxia (chitarre), Stafano Sibiriu (percussioni) e Angelica Turno (violino)

nell'ensemble che animerà il Festival Ethnicus da mezzanotte in poi.

Il quintetto ha pensato ad un repertorio aperto ed eterogeneo dove la parola, parlata e/o cantata, fa

da padrona. Le musiche prendono spunto in particolare dalle sonorità sudamericane, mentre la

poesia si ispira ad autori italiani ma non solo. Chitarre, violino e percussioni si intrecciano con le

voci per cercare suggestioni e atmosfere a volte nostalgiche a volte divertite.

MOSTRA COLLETTIVA di PITTURA

dal 27 al 29 agosto

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GIORGIO PODDA

PAOLO OLLANO

CESARE DATTENA

Tre artisti sardi per una collettiva sul tema del Ritorno

Un ritorno dalla memoria all'attuale

dalla tradizione alla personale interpretazione

Interazione tra culture e materiali tecniche immagini manipolazioni

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“TRASMIGRAZIONI” REPORTAGE FOTOGRAFICO di ALFREDO BINI

CASTIADAS dal 27 al 29 agosto

Durante il Festival Ethnicus sarà allestita la mostra fotografica di Alfredo Bini “Trasmigrazioni”,

reportage su un viaggio “della speranza” verso la Libia attraverso il deserto del Tenere.

Trasmigrazioni accorpa due progetti: Burkina Faso ‐ acqua e terra il caso del Burkina Faso e

Migranti sulla rotta del Sahara – Niger.

Un’indagine iniziale cerca di porre l'attenzione sulle cause che originano le dinamiche migratorie

prendendo come esempio il caso del Burkina Faso (paese del Sahel; una striscia di terra che fa da

cuscinetto tra il deserto del Sahara e la zona umida tropicale).

«Trasmigrazioni»: un viaggio di migliaia di chilometri sulla pista transahariana per la Libia, percorso

obbligato per chi tenta di arrivare in Europa via Lampedusa. Il reportage fotografico di Alfredo Bini

racconta per immagini i "viaggi della speranza" ed i respingimenti.

Migliaia di "migranti" attraversano il deserto del Tenere per raggiungere l’Europa e l’Italia in

particolare. Alcuni si fermano nelle città per cercare di guadagnare del denaro e solo in seguito

attraversano il deserto e raggiungono Dirkou, l’oasi da dove hanno luogo le partenze per la Libia.

Una buona parte riuscirà a partire ma quelli rimasti senza denaro, resteranno stranded,

«intrappolati» a Dirkou. C’è chi non aveva denaro a sufficienza, chi è stato derubato, chi non ha

calcolato le tangenti da pagare ai posti di controllo. Lavorare gratis per un padrone in attesa di

essere pagato è l’unico modo per sperare di proseguire il viaggio.

Le ragazze devono accettare compromessi ancor più pesanti: lavorare per qualcuno e nel

frattempo soddisfarlo sessualmente, oppure lavorare per uno dei 3 bordelli dell’oasi.

I primi giorni di Aprile 2009 nell’oasi di Dirkou c’erano 7000 persone in attesa di ripartire per la

Libia. Le statistiche ufficiali dicono che le dure condizioni del viaggio abbiano causato la morte di

circa il 12% dei migranti, ma si suppone che siano molti di più.

Il reportage Trasmigrazioni è stato pubblicato come cover story del Corriere Magazine, Alias ‐ Il

Manifesto, Avvenire, El Pais Semanal d è stato pubblicato sui siti della BBC, Lens –ew York Times

ed El Pais. E’stato inoltre inserito all’nterno della pubblicazione accademica “frican and Black

Diaspora”edita da Routledge ‐ Taylor & Francis e redatta dalla De Paul University (Chicago).

link al multimedia del progetto: http://www.youtube.com/watch?v=kp‐a_npSGUA

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ALFREDO BINI è fotografo, ha trovato nella foto di reportage la propria personale forma di

espressione. Predilige raccontare storie che abbiano risvolti sociali e spera che le sue immagini

contribuiscano all’accrescimento della consapevolezza su situazioni sbilanciate.

Il reportage "Water and Land in Sahel the case of Burkina Faso", ha vinto il titolo di "Runner‐Up" al

"Travel Photo Of The Year", indetto in UK dal The Indipendent e Wanderlust magazine e si è

classificato al 2° posto all'IPAwards (NYC) per la categoria Political, ricevendo anche due menzioni

d'onore per Environmental e Feature Story. Al "Biennial Juried Photography Show" presso

l'Edward Hopper House Museum di NY ha vinto la Silver Award of Excellence.

Freelance, espone in Europa e USA ed alcuni reportage sono usati come materiale di dibattito per

convegni presso sedi come: l'Ateneo Veneto di Venezia, la società Umanitaria di Milano,

l'Università di Udine.

http://www.alfredobini.com

Ethnicus è anche momento di dibattito culturale sui temi della migrazione e dell’incontro

interrazziale. Su questa tematica sono stati invitati personaggi attivamente impegnati sul fronte

dell’incontro, delle etnie e del miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni del Sud del

mondo.

27 agosto ore 18.00 - Sala Multimediale Ex Carcere di Castiadas

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CONVEGNO: “MICROCREDITO E MICROIMPRENDITORIALITÀ”

Saluti delle autorità comunali, provinciali e regionali

Moderatore Alberto Castagnola

interventi di:

Kilap Gueye (Sunu Gaal), Roberto Sedda (Banca Etica) e Claudia Zuncheddu (Ass. Azalai)

28 ore 18.00 ‐ Sala Multimediale Ex Carcere di Castiadas

CONVEGNO: “MIGRAZIONE: ANDATA E RITORNO?”Moderatore Paolo Pillonca

interventi di:

Fawzi Ismail (Palestina), Marcia Theophilo (Brasile) e Moni Ovadia.

Alberto Castagnola è economista e formatore sensibile in particolare in merito ai problemi

dell’economia internazionale e dei rapporti tra Nord e Sud del mondo. Attualmente collabora con

la Campagna "Sdebitarsi", referente italiana di "Jubilee 2000" per la cancellazione del debito

estero dei Paesi del Sud del mondo. Dal 1998 è Presidente di "IRED NORD, Innovazioni e Reti per lo

Sviluppo", rete internazionale impegnata sui temi dell’Economia Popolare, del Microcredito e della

Finanza Alternativa.

Kilap Gueye da vuccumprà a scrittore. Per l´Aipsa Edizioni ha pubblicato il volume La panchina,

ovvero, ha senso emigrare? (2008). E' mediatore culturale, opera nelle scuole coinvolgendo gli

alunni nei giochi e nelle favole. Si occupa di teatro con Enrico Pau e Giancarlo Buffa; canta e suona

il djembe (tamburo) e lo xilofono di legno con il suo gruppo senegalese Guney Africa (“i ragazzi

dell’Africa”) e collabora con gli alunni percussionisti della scuola media di Sinnai, anima

l’associazione Deggo.

Roberto Sedda cagliaritano, cresciuto nell'Azione Cattolica, è stato fondatore della Porta

d'Argento (prima associazione di cultura ludica della Sardegna) scrive giochi di simulazione, si

occupa del rapporto fra gioco, formazione, azione sociale e politica. È stato socio referente della

Cooperativa Verso La Banca Etica e coordinatore della Circoscrizione Soci della Sardegna

Meridionale. Ha coordinato a livello locale il progetto Equal "NuoveOfficine". Dall'ottobre 2008 è

referente dei soci di Banca Etica dell'area centro.

Claudia Zuncheddu medico, giornalista e volontario per l’Associazione Onlus AZALAI per il

progetto “Una scuola per i piccoli TUAREG”. Attualmente è impegnata con una campagna per la

fondazione di un accampamento scuola per 400 bambini Tuareg nel Sahara del Mali.

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Per il biennio 2004‐2005 le è stato attribuito il Premio Eleonora d’rborea come donna sarda più

rappresentativa a livello nazionale e internazionale.

E' nel Consiglio della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari. E' fondatrice del partito

Rossomori.

Paolo Pillonca Giornalista responsabile per dieci anni della redazione nuorese de L’Unione Sarda.

Esperto di poesia isolana. Ha curato l’opera omnia del grande poeta sardo Remundu Piras. Tra i

suoi libri va segnalato il reportage letterario fotografico curato con Salvatore Ligios, Antonio

Ghiani e Mauro Spignesi intitolato ”Ardia, cavalli e cavalieri alla festa di Sedilo”, Sassari 1990.

Autore anche di testi dei brani del cantante Piero Marras.

Fawzi Ismail palestinese e sardo, da 30 anni vive a Cagliari dove svolge il suo lavoro di medico

radiologo e direttore sanitario del CDR. Da anni si impegna nell'associazionismo e nella

cooperazione internazionale con l'Associazione Amicizia Sardegna Palestina. Ha lavorato in questi

anni per far conoscere la cultura araba e per promuovere la convivenza tra i popoli. E’, infatti,

convinto che la presenza di persone provenienti da diverse aree geografiche e di diversa cultura

non sia un problema ma una ricchezza. Sostiene da sempre la causa palestinese ed è impegnato

per una pace giusta in Medio Oriente.

Marcia Theophilo Poeta ed antropologa, è nata a Fortaleza in Brasile. Rappresenta l’Unione

Brasiliana di Scrittori in Italia. Ha ricevuto numerosi premi: Nactional de Contos Editoria 1969;

Minerva ‘83; Città di Roma ‘92; Premio Fregene per la Poesia ‘96; Nuove Sant’Egidio 2000;

Carsulae: Prix international E.I.P. Jacques Muhlethaler 2005 per la poesia, i diritti umani e la

natura; Leggere per conoscere Un libro per la Scuola, un Autore per domani, 2006; Un bosco per

Kioto e dal 2009 ne è membro della giuria.

Ha pubblicato numerosi libri.

E’ candidata al premio Nobel 2010; è testimonial dell’ iniziativa “Per una Cultura della

Biodiversità”, promossa dalla Commissione Nazionale Italiana UNESCO nell’ambito della campagna

di educazione allo sviluppo sostenibile (DESS). Ha ricevuto da Fulco Pratesi il Premio Panda come

testimonial di biodiversità e del WWF Italia.

Moni Ovadia Nato a Plovdiv, in Bulgaria, si trasferisce quasi subito con la famiglia a Milano. La sua

è una famiglia di ascendenza ebraica sefardita, ma di fatto impiantata da molti anni in ambiente di

cultura yiddish e mitteleuropea. Questa circostanza influenzerà profondamente tutta la sua opera

di uomo e di artista, dedito costantemente al recupero e alla rielaborazione del patrimonio

artistico, letterario, religioso e musicale degli ebrei dell'Europa orientale.

Ovadia si laurea in Scienze Politiche all'Università Statale di Milano. Contemporaneamente al suo

percorso accademico muove i primi passi artistici sotto la guida di Roberto Leydi, con cui inizia la

sua carriera di cantante e musicista nel Gruppo dell'Almanacco Popolare, guidato da Sandra

Mantovani.

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L'esordio teatrale è del 1984. Nel 1987, per il Festival di cultura ebraica del Teatro Pier Lombardo

di Milano (ora Teatro Franco Parenti), è protagonista dello spettacolo Dalla sabbia dal tempo

scritto e diretto da Mara Cantoni, che mette in evidenza le sue capacità di attore‐cantante. Nel

1990 fonda la TheaterOrchestra e lavora con il CRT Artificio di Milano, con cui produce Golem, che

condurrà in tournée a Bari, Milano, Roma, Berlino, Parigi e New York.

Con lo spettacolo Oylem Goylem ("Il mondo è scemo" in lingua yiddish) si impone all'attenzione

del grande pubblico. Lo spettacolo fonde abilmente musica klezmer, che Ovadia canta con voce

profonda e appassionata, a riflessioni condotte alla luce della cultura e del witz, il tradizionale

umorismo ebraico, a più leggere storielle e barzellette. Lo spettacolo verrà ripreso dalle reti Rai e,

nel 2005, pubblicato in cofanetto e dvd da Einaudi, a dimostrazione di un successo duraturo nel

tempo.

Scrittore di molti libri di successo, partecipa a film e programmi televisivi. È stato fra i protagonisti

con Bruno Ganz del Diario senza date di Andò, che ha partecipato poi alla Mostra del Cinema di

Venezia. In seguito ha prestato il volto ad altri lungometraggi, come Caro diario di Nanni Moretti e

Facciamo Paradiso di Mario Monicelli.

"TRATTE… HARRAGA DEI MARI E DEI DESERTI…"

Venerdì 27 agosto ore 21.00 Teatro Sa Mandria Castiadas

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Spettacolo teatrale con la regia di Gaspare Balsamo, con Gaspare Balsamo e Mambaye Diop, Silvia

Balossi (kora) e Carmelo Cacciola (chitarra e oud).

"Madì, un uomo in una città dell’Africa sub‐sahariana, come suo padre e suo nonno prima di lui è

nato schiavo. Fin da bambino ha sempre lavorato alle dipendenze del suo padrone tra miseria,

malnutrizione, violenza e religione. Un giorno decide di fuggire. Fugge, diventa un ex‐schiavo e

nomade, come l’ntica tradizione della sua gente, si sposta tra le terre e le dune e le coste del suo

paese continuando a vivere per anni facendo diversi lavori sempre tra miseria e violenza. La sua

libertà di fatto non gli viene mai riconosciuta. Decide, allora, che vuole essere veramente libero e

pensa che l’nico modo possibile per esserlo è migrare e lasciare la propria terra e diventare

harraga per bruciare le frontiere.

Harag (bruciare). La storia emblematica di Madì ha lo scopo di sensibilizzare il pubblico italiano a

vicende quotidiane “omodamente”ignorate e ad illustrare al pubblico straniero una strada per

l’ffermazione della propria identità.

video

http://www.youtube.com/watch?v=VGcaxiayRHU

www.artpartofculture ‐ articolo di Clarissa Pace ‐

Gaspare Balsamo continua nella sua ricerca. Questa volta partendo da “Muciara – Non è più un

mare per tonni“, spettacolo avvolgente come il Mediterraneo e affilato come una frusta,

approfondisce la difficile tematica dei migranti.

In “Muciara” fra mattanze antiche, tonni predestinati e odori di eroi e di mare, Balsamo

raccontava anche delle nuove mattanze, delle ecatombe degli immigrati, dei clandestini neri e

stranieri che s’aggrappano alle reti degli allevamenti sperando che sia l’ultima possibilità per non

morire. Ne abbiamo visti molti fotografati dall’alto, come atolli azzurri chiazzati di scuro, ma non

ne abbiamo mai ascoltato nessuno. Nessuna voce, nessun racconto. Silenzio.

“Tratte …harraga dei mari e dei deserti…”, invece, lascia che da questi corpi fluiscano parole. E lo

fa mettendo in scena un sovrapporsi di voci e di ritmi, di toni e di gesti che pure raccontano la

stessa storia: in siciliano, morbido come una ninnananna e nel wolof la lingua madre dei griot

pacata, sacra e ieratica come un insegnamento divino.

In scena le due culture che si raccontano e si riconoscono, culture di saggezza e di fatica, culture di

mancata libertà fisica, ma d’immensa libertà di sogno.

Gaspare Balsamo narra la fuga dei migranti verso la terra di Sicilia, Inshallah.

Mambaye Diop gli fa eco nella sua lingua, ma la meta è sempre la stessa: la terra di Sicilia,

Inshallah.

“Tratte ‐ come ci spiega Gaspare Balsamo ‐ si sta sviluppando come un progetto sicuramente

ambizioso. Mentre lo studio, lo penso e lo scrivo, assume sempre più le dimensioni epiche di una

epopea e come un’popea prova ad andare avanti per episodi e passaggi. Un’popea tanto

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contemporanea per il suo contenuto del presente quanto antica per il suo territorio

d’appartenenza e di spostamento, un’epopea prima di vita statica e che poi si fa anima migrante e

nomade per quegli uomini che di Tratte ne sono i protagonisti”.

Immerso in un tappeto sonoro dove s’intrecciano kora, oud e chitarra il racconto si fa storia antica,

storia della schiavitù: “lavora schiavo! schiavo lavora!” come un ritmo perpetuo queste parole

aprono il mondo di un uomo come mille altri. Un uomo, in una città dell’Africa sub‐sahariana, che

come suo padre e suo nonno prima di lui, è nato schiavo. Che fin da bambino ha sempre lavorato

alle dipendenze del suo padrone tra miseria, malnutrizione, violenza e religione. E che un giorno

decide di fuggire.

Fugge e diventa un ex‐schiavo e nomade, come da antica tradizione della sua gente, si sposta tra le

terre, le dune e le coste del suo paese continuando a vivere per anni facendo diversi lavori sempre

tra miseria e violenza. La sua libertà di fatto non gli viene mai riconosciuta.

C’ una frase nel racconto di Mambaye Diop che lascia lo spettatore con il fiato sospeso: “o sono

di sabbia” dice puntando l’ndice in alto come a congiungersi con il cielo, perché la sabbia è sotto

la sua pelle, fra i suoi capelli, dentro i suoi polmoni, tanto da fargli sperare ‐come sabbia‐ di poter

essere trasportato in alto, lontano. Altrove.

Decide, allora, che vuole essere veramente libero e pensa che l’nico modo possibile per esserlo è

migrare e lasciare la propria terra e diventare harraga (migrante) per bruciare le frontiere.

Ma questa è un’ltra storia…ine…ontinua.

“ratte ‐continua Gaspare Balsamo‐ raccoglie infiniti elementi, sentimenti e fatti dentro una storia

appunto nomade. Tratte sono gli schiavi, le sabbie, il treno più lungo del mondo, i pozzi d’cqua, il

ferro, la gomma arabica, il mare, le barche, i datteri, le case di fango, le frontiere nell’cqua e sulle

dune, i gendarmi, i poliziotti e le marine, i padroni, gli arabi, i neri, i bianchi, il profeta, l’sino e il

carretto, il latte dei cammelli, le tende, i pescherecci tecnologizzati, le reti, le navi‐fattoria e le navi

marina, le coste, il paradiso promesso e quello perduto, la libertà, la morte e la vita”

A fianco ai due narratori altre voci: quella di Silvia Balossi, l’fricana bianca capace di suonare la

kora con un sorriso antico ed illuminato ed una voce che sembra aver attraversato le foreste

equatoriali (e forse lo ha fatto). Silvia canta offrendoci vocalità tintinnanti, canta sola come fosse

un coro di donne, canta venendo dal passato.

E con lei canta ‐a tratti‐ potente e immedesimato Carmelo Cacciola confondendo ancora una volta

le terre madri e le terre degli hel hor. Gli uomini liberi. Inshallah.'

ProduzionePovera

L’associazione culturale ProduzionePovera nasce nel 2006 dall’incontro tra Donatella Franciosi e

Gaspare Balsamo.

Gaspare Balsamo Si è laureato in Lettere (Arti e scienze dello spettacolo) presso la facoltà di

Lettere dell’Università “La Sapienza” di Roma. Presso il cui C.T.A (Centro Teatro Ateneo) partecipa

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a diversi laboratori teatrali pratici e teorici. Dopo aver frequentato l’Accademia teatrale

dell’Orologio si specializza all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico in cunto e

opera dei pupi, incontrando il maestro Mimmo Cuticchio. Da qui inizia un nuovo percorso nel

teatro di ricerca, continuando a studiare e a lavorare con Mimmo Cuticchio, Marco Baliani, Danio

Manfredini, Davide Enia…

Donatella Franciosi Responsabile Promozione e Biglietteria del Romaeuropa Festival e del Teatro

Palladium Università Roma Tre per conto della Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura. Nel 2006

fonda l’associazione culturale ProduzionePovera con lo scopo di promuovere e sostenere

l’espressività artistica con l’esperienza esistenziale. In quest’ambito di ricerca sono nati i due

progetti dell’associazione: Teatro e Terra (in cui unisce il legame con il proprio territorio

all’esperienza teatrale) e Malaseno Arte (per la promozione di “talenti ai margini” delle arti

figurative).

Mambaye Diop è un Modu Modu (migrato dalle zone rurali del paese in città). Vive in Italia da

undici anni, lavora nella cooperativa Salvator Allende che si occupa di commercio equosolidale a

Roma. Conosce il fenomeno migratorio e non vuole illudere nessuno andando in giro con una bella

macchina o con abiti firmati, come spesso accade. La vita all’estero è dura ed è meglio che chi

parte ne abbia la consapevolezza.

Carmelo Cacciola lautista, voce radicale è il greco più siciliano di Grecia e il siciliano più greco di

Sicilia. Ha studiato chitarra e musica popolare siciliana e approfondito la musica etnica del bacino

mediterraneo. Svolge attività concertistica partecipando a rassegne, festival e tournèe in tutto il

territorio nazionale (“Estate Romana Villa Ada 2000”, Jezziamoci Matera 2001, Un Mare di Musica

Cagliari 2004‐2005, Danza la Notte Roma 2005) ed apparizioni televisive per RAI1 RAI2 RAI3 e

MEDIASET. Attualmente si propone come suonatore di “auto”strumento tipico della tradizione

cretese e continentale ellenica nell’mbito del progetto “navantaluna ‐ cumpagnia ri musica

siciliana”

Silvia Balossi è musicista e concertista di kora (strumento rituale dei griot dell’Africa occidentale).

All’università degli Studi Orientali e Africani di Londra incontra il griot, cantastorie dell’Africa

occidentale rispettato dalla comunità. I griot incarnano il processo di creolizzazione su cui afferma

“Ognuno è maestro di se stesso, anche i griot alla fine imparano da soli il loro stile, il loro modo

particolare. Ma come “dare corpo” alla lingua, sentendosi a casa? Come essere liberi da giudizi,

vivendo e facendo vivere la profonda umanità che ci accomuna tutti quanti? L’incontro di linguaggi

e di appartenenze precedenti crea nuove identità, in un processo di fusione e di interscambio, che

non è una semplice sommatoria, ma una sintesi originale di diversi apporti culturali.”

ACUSTIMANTICO

e GIUSEPPE BOY

27 agosto ore 22.30 Teatro Sa Mandria Castiadas

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“EM OVVERO EMANUEL CARNEVALI VA IN AMERICA”

Spettacolo Concerto degli ACUSTIMANTICO

con la partecipazione di Giuseppe Boy

in collaborazione con Associazione L’Eptacordio

Nelle musiche raffinate degli Acustimantico (scritte dal chitarrista e arrangiatore Stefano

Scatozza) si fondono melodie mediterranee e balcaniche, sonorità acustiche e jazz, tempi dispari

ed echi folk a testi ispirati e bucolici (scritti da Danilo Selvaggi), interpretati dalla splendida voce di

Raffaella Misiti, a cui si uniscono i fiati di Marcello Duranti, la batteria e le percussioni di

Massimiliano Natale e altri strumentisti come Carlo Cossu (violino) e Stefano Napoli

(contrabbasso).

Poesia, jazz, locali fumosi, sprazzi di rock, musica urbana, visioni psichedeliche, un concentrato dei

sogni del ‘900 che nella vita e nell’opera di Emanuel Carnevali trovano un luogo davvero

privilegiato in questa “piccola opera di musica‐teatro”di uno dei gruppi più interessanti della

nuova canzone d’utore italiana. in questa occasione ci sarà anche la partecipazione di Giuseppe

Boy, che cura anche la coordinazione artistica del progetto “EM” su Emanuel Carnevali.

«Sono un vagabondo e semino parole da un buco della tasca», è il verso di una lirica di questo

grande poeta‐migrante italo‐migrante, o meglio questo migrante degli inizi del Novecento negli

Stati Uniti diventato poeta.

La band e l’ttore e poeta cagliaritano raccontano (e cantano) una delle più importanti voci

letterarie del ‘00, la vicenda emozionante e quasi incredibile in cui i temi dell´arte, della

migrazione e della malattia si mescolano tra loro fino a comporre un unicum straordinario e

profondamente toccante.

«Nave, sei l’allieva del dolore», scriveva Carnevali. E, con la sua poesia, ci ricorda i tempi quando i

migranti erano i nostri connazionali…

http://www.acustimantico.it/Home.html

GIUSEPPE BOY Attore, poeta. Fondatore e Presidente dell'Associazione culturale L’Eptacordio

nata nel 1998. Dalla sua fondazione ha svolto un’intensa attività pedagogica nelle scuole,

realizzando laboratori teatrali indirizzati alla scoperta della poesia personale degli allievi coinvolti e

promuovendo diversi laboratori per attori o per aspiranti attori. Dal 2003 ha avviato una

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collaborazione con l’Associazione Pensamentus per l’organizzazione di eventi artistico ‐ culturali,

fra cui Ethnicus, Festival delle culture migranti, sviluppando un interesse anche verso forme

multimediali e tecnologiche della poesia e del teatro. Dal 2007 si occupa anche di fotografia con la

promozione di laboratori di creatività fotografica e con l’rganizzazione di mostre.

Ha prodotto gli spettacoli: Così è, recital‐concerto di poesie d’more di e con Giuseppe Boy, con la

partecipazione dei musicisti Andrea Palmas, Sergio Giacobello, Gigi Sanna, Marco Sassu, Mario

Brai e Paolo Romby (1999‐2000). Gully, spettacolo di animazione e arti varie di Giulia Clarkson, con

Giuseppe Boy, Simone Orrù e Giulia Clarkson, regia di Giuseppe Boy (2001‐2002). Incontrotempo,

recital‐concerto per poesie, chitarre e percussioni di e con Giuseppe Boy, musiche di Andrea

Palmas, con i musicisti Andrea Palmas, Stefano Sibiriu, Sergio Giacobello e Gigi Sanna (2003‐2004),

Il Primo dio di e con Giuseppe Boy, tratto dal romanzo omonimo di Emanuel Carnevali (2006), Em

corto teatrale con Gisella Congia, Barbara Costa, Nicola Michele, Massimo Melis e Marco Trincas,

regia di Giuseppe Boy.

MARCIA THEOPHILO

con

ANDHIRA

Elena Nulchis voce e armonium

Egidiana Carta voce e flauto

Cristina Lanzi voce

Luca Nulchis pianoforte, armonium, voce

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Alessandro Garau, Giancarlo Murranca percussioni

In Sardegna, la parola Andhira è associabile ad un concetto errante della vita, una sorta di

nomadismo culturale. L’origine della parola è piuttosto remota, in Sanscrito “andihra” indica una

via di passaggio, una porta. Nei libri arabi Andhira è il nome di una costellazione utile ai navigatori

per l’orientamento in mare, ma si parla anche di una città leggendaria situata sulle coste

meridionali sarde, saccheggiata dei tesori e distrutta dai pirati, costringendo i superstiti alla fuga e

ad una vita forzatamente nomade; in alcuni canti di tradizione orale della Sardegna, ricorre spesso

il nome della città perduta. Diventato sempre più un fonema, questo nome conserva un forte e

struggente potere evocativo, e quando viene cantato nella forma de “s’andimironnai” emerge un

profondo sentimento di libertà e riconciliazione.

Il sestetto Andhira è attualmente impegnato in un importante progetto con Marcia Theophilo, la

grande poetessa brasiliana candidata al Premio Nobel, che dedica la sua vita e la sua opera

letteraria alle tematiche ambientali, antropologiche e sociali dell'Amazzonia. In questo progetto

poesia e musica, Amazzonia e Mediterraneo s'incontrano per varcare i propri confini territoriali e

culturali, traslando i propri riferimenti in messaggi e riflessioni intorno a temi riguardanti le

condizioni e l'urgenza di tutela del patrimonio ambientale, umano e culturale dell'intero pianeta.

Si coniuga così poesia e musica attraverso una successione di “quadri sonori”, tracciando un

percorso guidato dove parola, suono e ritmo si fondono, si alternano e si sostengono per dar vita

ad un opera/poema ricco di suggestioni, emozioni, desideri e dichiarazioni.

ANDHIRA

“Andhira” nasce nel 2001 ed è un gruppo musicale dall’animo randagio, che si estrinseca in un

repertorio mutevole nella forma e nello stile di ogni singolo brano, passando per tradizioni

classiche e popolari, labili confini mediterranei, agili profili di “sardità” e altro ancora. L’organico

comprende tre voci femminili, due sezioni di percussioni e un pianoforte.

Ha collaborato tra gli altri con: Dori Grezzi, Sergio Ferrentino, Iride Baldo, Lella Costa, Quartetto

Euphoria, Romano Giuffrida, Massimo Caroldi, Elena Ledda, Mauro Pagani, Rocco De Rosa, D.F.A,

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Luigi Cinque, Jivan Gasparyan, Alberto Cabiddu, Fausto Mesolella, Mauro Di Domenico, Madya

Diebate, la poetessa Marcia Theophilo.

www.andhira.com

ROM & GAGE' in concerto

Ospite MONI OVADIA

28 agosto ore 22.30 Teatro Sa Mandria Castiadas

ENNIO D’ALESSANDRO Clarinetto, Sassofono

PAOLO ROCCA Clarinetto, Sassofono

ALBERT MIHAI Fisarmonica

MARIAN SERBAN Cymbalon

ISAC TANASACHE Contrabbasso

“Io sono solidale col popolo palestinese, proprio perché sono ebreo” (Moni Ovadia)

Nell’Italia dei respingimenti e delle crociate contro gli immigrati si propone un concerto che vede

la collaborazione del gruppo Rom & Gagè (composto da musicisti rom e italiani) e del grande Moni

Ovadia.

Un concerto contro ogni forma di razzismo, una festa per superare barriere e confini e per

apprezzare la cultura rom, la musica ebraica e dell’est Europa con dei bravissimi musicisti. Tutto

questo con la partecipazione di Moni Ovadia; eccezionale scrittore, attore, musicista, cantante,

esponente tra i più importanti delle cultura yiddish nel mondo.

L'ensemble Rom & Gagè nasce dalla volontà del clarinettista Paolo Rocca di affrontare e

condividere il repertorio popolare dell'Est Europa. La presenza al suo interno di musicisti Rumeni

(Rom) e Italiani (non Rom, ossia Gagè) fa sì che il gruppo rappresenti una vera e propria

opportunità nel panorama musicale nostrano.

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Ironici disincantati caustici si raccontano come “un gruppo di malavitosi nomadi”… dicono che

“questo mondo fa schifo, quindi dobbiamo morire tutti e arriveranno i dinosauri: sono più

intelligenti è inutile, è provato”.

Intanto mescolano con sapienza e gioia la musica zingara con la musica italiana, e con Moni Ovadia

creano uno spettacolo esilarante, coinvolgente ma che non permette di “staccare la mente”.

Un ensemble di straordinari professionisti, di innamorati della musica e della festa condivisa.

PROIEZIONE DEL FILM DOCUMENTARIO “IL COLORE DELLE PAROLE”

domenica 29 agosto ore 19.00 Sala Multimediale

Il film "Il colore delle parole" con la regia di Marco Simon Puccioni è un viaggio nell’Italia tra

passato, presente, integrazione, razzismo, multiculturalità e senso di auto‐rappresentazione delle

seconde generazioni –le cosiddette G2 –che non sanno a quale radice appartenere o preferiscono

non definirla. Questo e non solo è Il Colore delle parole.

I personaggi sono: Teodoro, da trenta anni in Italia, è poeta e mediatore culturale, Martin è

musicista e informatico, Justin sindacalista e Steve mediatore culturale. Tutti vivono e lavorano in

Italia da oltre trenta anni, sono africani e non sono ancora cittadini italiani. Questo documentario

esplora il loro mondo e la condizione di chi si batte per il diritto all’integrazione perché “migrare

non è un reato!” – come dice uno dei protagonisti.

Tra i tanti momenti ricordati c’è quello dell’omicidio, nel 1989, a Villa Literno, di Jerry Maslo, il

predicatore battista sud‐africano che raccoglieva pomodori per una paga da fame, ucciso perché

difendeva i più deboli. L’talia si scuote: è il 1990 e arriva la legge Martelli poi nel 2002 la Bossi Fini

e, all’nizio di quest’nno, il pacchetto sicurezza. “iviamo in un paese razzista! che sta diventando

multiculturale e molti fanno finta di non vederlo ‐ c’ una parte del paese che si oppone a uno

stato di cose..”–dice uno degli intervistati ‐ e ancora “e tutti gli extracomunitari decidessero di

fare sciopero l’talia si fermerebbe.

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E’ stato l’unico film italiano in concorso nella sezione “Orizzonti” della 66ª Mostra del Cinema di

Venezia.

Sarà presente alla proiezione a “Ethnicus” il musicista Martin Kongo, uno dei protagonisti del

film.

“In un clima in cui gli immigrati sono visti sempre più come una minaccia alla nostra sicurezza,

questo documentario ‐ dice il regista –mostra le vite di alcuni migranti africani e quanta ricchezza

umana e culturale possono portare alla nostra società”

“i auguro che la visione di questo film ‐ continua Puccioni ‐ possa essere un potente antidoto

contro la stupidità, la chiusura mentale e la paura”

Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=14O96VCUwfM

MARCO SIMON PUCCIONI è nato a Roma, dove riceve la sua prima formazione artistica e

professionale. Per alcuni anni lavora come assistente alla regia in teatro e nel cinema, poi realizza

il cortometraggio Concertino prodotto dalla RAI per la trasmissione Passione Mia.

Nel 1989 si laurea in architettura e lo stesso anno, grazie ad una borsa di studio Fulbright, parte

per gli Stati Uniti.

Nel 1992 The Blue Fiction, mediometraggio ispirato ai testi di Marguerite Duras, vince il Premio del

Pubblico al X Festival Giovani di Torino. Coinvolto nelle lotte per i diritti civili delle minoranze,

realizza insieme all'antropologo Max Carocci A Light on the Path.

Da allora ad oggi molte sono le sue produzioni ed i premi che ha ottenuto.

E' promotore e fondatore del RING gruppo di registi di cinema indipendenti.

MARTIN KONGO Originario del Congo vive e lavora in Italia da circa 30 anni.

Informatico, autore di testi, musicista e voce.

Collabora con Rocco De Rosa dal 1996 anno del loro incontro per il cd multietnico 'Trasmigrazioni'.

Nel 1998 ha creato con lui il gruppo musicale HATA.

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“MUSICANTE”

Video tratto dall'omonimo romanzo di Antonio De Rosa

Domenica 29 agosto ore 20.30

Antonio De Rosa adattamento e riduzione

Silvia Giulietti regia

Eva Immediato voce narrante live

Rocco De Rosa musica live

Progetto inedito per ETHNICUS 2010

Girato nel 2010 a Oppido Lucano, paese in cui è ambientato il romanzo, il video attraversa i

momenti fondamentali della storia. Dalla partenza del protagonista emigrante dalla sua terra

all'impatto con la morte del violinista. Dalla serenità di una mente semplice al tormento delle

accuse e della prigionia.

Ma soprattutto protagonista del video è la musica, capace di oltrepassare barriere di tempo e

spazio, di entrare in corpi e anime e trasformare la vita di chi la sa ascoltare.

Silvia Giulietti ha creato un tappeto onirico soffice e discreto, un gioco di immagini suggestive che

lasciano spazio alla voce di Eva Immediato che trasporta nel pieno della scrittura alle emozioni

suscitate dal pianoforte di Rocco De Rosa.

IL ROMANZO

“Musicante” è un romanzo ambientato in Lucania tra la prima e la seconda guerra mondiale, o

meglio, tra il primo e il secondo dopoguerra. Lo sfondo storico, però, è un semplice pretesto, una

successione di eventi che sfiorano soltanto un mondo vergine, il quale nella sostanza rimane quasi

del tutto refrattario ai contagi, chiuso nella sua non‐storia, vicenda parallela a quella dei libri e per

tanti versi surreale. Protagonista del racconto è Musicante, uomo con due lingue, due voglie, due

vite: prima balordo, poi creatura irresistibile, una specie di angelo vagabondo allorché imbraccia il

violino, un prezioso Guarneri del Gesù.

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Antonio De Rosa insegnante di lettere, ideatore di laboratori di scrittura creativa, operatore

culturale. Oltre alla scrittura narrativa e teatrale i suoi interessi principali riguardano la letteratura

italiana del Novecento e la storia del Basso Medioevo. In volume ha pubblicato Leonardo Sinisgalli.

Umanista italiano del XX secolo (Firenze 1999) e Microstorie di fuoco e vento. Laboratorio di

scrittura creativa (Venosa 2004).

Silvia Giulietti Produttrice, regista, montatrice, direttore della fotografia. Ha lavorato per progetti

cinematografici, documentari, spot pubblicitari, concerti in diretta, video musicali, spettacoli

teatrali, riprese e fiction in pellicola ed in elettronica. Ha lavorato in produzioni italiane ed

internazionali. Recentemente si è specializza nella tecnica di riprese digitale e Alta Definizione.

Abile nell’utilizzo delle innovative tecniche di post‐produzione.

TRASMIGRAZIONI 0.2 VOLVER

25‐28 agosto workshop A PORTE APERTE

29 agosto ore 21.00 Concerto multimediale TRASMIGRAZIONI 0.2 VOLVER

Teatro Sa Mandria Castiadas

ROCCO DE ROSA pianista, compositore

BABA SISSOKO Voce, Tamani, Gand Ngoni e Petit Ngoni (Mali)

LICIO ESPOSITO Scenografie di sabbia (Italia)

PASQUALE LAINO Sax e Clarinetto (Italia)

FIORE BENIGNI Organetto (Italia)

MIRIAM MEGHNAGY Voce (Ebraica)

ANGELICA TURNO Violino (Sardegna)

VANESSA BISSIRI Canto e danze (Sardegna – Spagna)

MARIAN SERBAN Cimbalom (Romania)

CLARA MARCHANA Canto e danze (Portogallo)

PINO PECORELLI Contrabasso (Italia)

ANTONIO FRANCIOSA Percussioni (Italia)

Il ritorno attraverso l'interazione tra arti e artisti di diversa provenienza: questo il tema del

workshop che animerà il Festival con la direzione artistica di Rocco de Rosa.

L'espressione di tutto ciò che sta nell'animo umano e nel contesto sociale vissuti dall'emigrato in

relazione al momento del suo ritorno in Patria che sia soltanto agognato o realmente vissuto.

Una jam‐session continuata, una creazione comune, un incontro tra culture e sensibilità diverse

che porterà a un'emozionante perfomance finale.

“rasmigrazioni”è un work in progress partito nel 1996 quando de Rosa incide “rasmigrazioni”(Ed. Il Manifesto CD) con la collaborazione di musicisti del calibro di Daniele Sepe, Canio Lo

Guercio, Paolo Fresu, Adnan Hozic, Martin Kongo ed altri. Storie di culture senza frontiere, di

vecchi e nuovi sfruttamenti. Suoni che intercettano le rotte migratorie di genti in movimento verso

luoghi dove rifondare una nuova identità,propria e collettiva, autonoma e comune. Componimenti

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originali di musicisti professionisti e occasionali, di compagni di strada di varia nazionalità e

provenienza: Albania, Algeria, Bosnia, Congo, Francia, Italia, Iran, Palestina, Romania, Senegal,

Serbia, Spagna, Svezia, Tunisia, Turchia.

E' un percorso itinerante pensato e realizzato da, con e per artisti “migranti” che da sempre hanno

avuto uno sguardo rivolto al confronto col mondo e che per questo hanno scelto di non fermarsi,

ma anzi, di rimanere in movimento, di agire per continuare a raccontare attraverso la musica, i

suoni, le parole, le danze e le visioni le culture “altre”, imparando cosi ad ascoltarsi davvero

ognuno nella propria “differenza”.

Nel 2009 ‐5° edizione del Festival ‐ nasce “Trasmigrazioni 0.1, odio, memoria e convivenza”,

un’opera multimediale sul tema dell’esilio, dell’abbandono forzato dalla propria terra, sulle

discriminazioni, sulle memorie delle nostre emigrazioni e sulla convivenza. Un evento che è stato

ripreso dalle telecamere della regista Silvia Giulietti e di cui è in fase di montaggio un filmdocumentario

che racconterà come dieci artisti si siano incontrati nel profondo Sarrabus ed

abbiano convissuto insieme ad un gruppo di rifugiati politici in un workshop che si è concluso con

uno spettacolo tenutosi l’11 Settembre 2009 nella suggestiva cornice delle vecchie carceri di

Castiadas ed è stato poi rappresentato anche il 1° marzo 2010 sul palco del prestigioso teatro

“Palladium” di Roma in occasione della manifestazione Culture Migranti col patrocinio del

Municipio di Roma e della Provincia di Roma ed il 26 giugno 2010 a Bologna in occasione della

Giornata mondiale del Rifugiato col patrocinio del comune di Bologna, della provincia di Bologna e

della Regione Emilia Romagna. Uno spettacolo che unisce musica, danza, cinema, letteratura,

poesia, fotografia, politica, scenografie video e di sabbia realizzato da Rocco De Rosa, direzione

artistica e pianoforte, Gabriella Ghermandi e Giuseppe Boy, voci narranti, Licio Esposito,

scenografie di sabbia, Natalia Bonanese, danza etnica, Andrea Pisu, launeddas, Sara De Fanis,

danza moderna, Alberto Cabiddu, percussioni e cori, Badarà Seck e Saba Anglana, canto, Silvia

Giulietti, immagini e filmati e Madya Diebate, kora.

ROCCO DE ROSA, pianista e compositore lucano, vive e lavora a Roma dal '95. La sua attività

musicale si divide tra il lavoro di compositore in diversi ambiti artistici in particolare cinema

(Moretti, Olmi, Reali, Miniero, Genovese, La Nubile, Astuti…) documentari, televisione, teatro e

danza. Come pianista dirige per molti anni il gruppo multietnico "Hata", un progetto nato in

seguito alla pubblicazione nel 1996 del cd "Trasmigrazioni" curato dallo stesso De Rosa con

Daniele Sepe e Paolo Fresu. "Hata" è anche il titolo del cd pubblicato nel '98, da cui la Putumayo

World Music di New York ha scelto il brano "Malonghi", (scritto da Rocco De Rosa e cantato da

Martin Kongo) per inserirlo nella compilation "One World, Many Cultures" dove sono presenti

artisti quali Alan Stivell, Youssou N'Dour, Cheb Mami. Ziggy Marley. Altre presenze in compilation

internazionali sono nei cd "Mediterraneo" (2007) della portoghese Difference Music e "Italia"

(2009) sempre della Putumayo.

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Il suo penultimo lavoro "Rotte Distratte" della fine del 2002 ha rappresentato un ritorno alle

sonorità e alla musicalità più strettamente legate alla cultura mediterranea attraverso un

particolarissimo incrocio tra minimalismo, jazz e musica popolare. Con "Trammari" (2006) Rocco

De Rosa prosegue nel suo percorso musicale che già in "Rotte Distratte" aveva subito una

profonda virata verso sonorità prevalentemente acustiche e il "ritorno" a ritmi e a melodie che

attingevano ad una sorta di "memoria sonora collettiva", arcaica e nello stesso tempo attuale,

indissolubilmente legata al sud dell'Italia, alla sua cultura e tradizioni. "Trammari" rappresenta una

ulteriore definizione della sua identità e della sua ricerca artistica. Le rotte adesso sono meno

"distratte"e gli approdi dove fermarsi a riflettere o anche solo a "guardare" sono sempre più

frequenti. Come in qualche misura suggerisce lo stesso titolo, è il mare in tutte le sue accezioni

possibili l'elemento intorno al quale ruota tutto il lavoro.

Tanti anche gli ospiti che hanno voluto dare il loro prezioso contributo: Ralph Towner, Maria Pia

De Vito, Daniele Sepe, Marco Siniscalco, Michele Rabbia. Nel cd è anche presente "Il giardino di

Giovanni" (canzone scritta da Rocco De Rosa con Sergio Endrigo nell'89), un omaggio affettuoso al

grande cantautore scomparso. E' stato presente nelle edizioni del 2003, 2004, 2006 e 2010 di

Letterature ‐ Festival internazionale di Roma, commentando al pianoforte i testi letti dagli autori

Paco Ignacio Taibo II, Hanif Kureishi, Colson Whitehead, Abasse Ndione, Richard Ford e Sandro

Veronesi e dagli attori Paolo Bonacelli, Sandro Lombardi, Licia Maglietta, Valeria Golino, Isabella

Ferrari e Lucrezia Lante della Rovere.

Molto intensa l'attività di sonorizzazione al pianoforte di classici del film muto, da Chaplin a

Shimitzu, in numerosi festival (Creuza de Ma, Napoli Jazz festival etc.) e spazi culturali (Istituto di

cultura giapponese di Roma).

PASQUALE LAINO si diploma al conservatorio di Perugia nel 1991.

Nel 1993 fonda con Mario Raja, Pietro Tonolo e Rossano Emili il quartetto di sassofoni ARUNDO

DONAX. È membro fondatore del gruppo KLEZROYM dal 1996. Dal 2004 è docente presso il

Conservatorio di musica di Perugia nell’ambito del II livello di istruzione superiore in “laboratorio

di improvvisazione e composizione per strumenti a fiato”. Ha collaborato con: Orchestra Sinfonica

della RAI di Roma, Teatro dell'Opera di Roma, Franco Piersanti, Paolo Buonvino, Carlo Cecchi,

Paolo Rossi, Egisto Marcucci, Angela Pagano, Ulderico Pesce, Mango, Matia bazar, Carmen Consoli,

Ascanio Celestini, Marco Presta e Antonello Dose.

FIORE BENIGNI Nato a Viterbo nel 1978. Suonatore di organetto diatonico e compositore, studia e

si perfeziona con i maggiori professionisti presenti sul territorio nazionale.

Svolge attività concertistica in Italia e all'estero e ha al suo attivo partecipazioni discografiche con

artisti di diversa appartenenza stilistica. Autore di brani che spaziano dalla musica etnica al jazz, ha

collaborato fra gli altri con Mario Salvi, Beppe Quirici e Luciano Orologi, Paolo Innarella, Mike

Mainieri, George Garzone. Attualmente suona in duo col clarinettista Paolo Rocca, con Autura,

Orizzonte Quartettu e Ammaracciccappa, tiene lezioni di organetto a Viterbo e nel Lazio e seminari

in collaborazione con IALS e CEMEA. Si occupa di storia della filosofia moderna.

MIRIAM MEGHNACI musicista, cantante specializzata nel repertorio ebraico e studiosa del folclore

ebraico, ha dato un grande contributo ad evitare il rischio di sterilizzazione di questo repertorio.

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Infatti con il suo lavoro e la sua sensibilità ha saputo rinnovare, sempre nell'ambito della

tradizione, sia il repertorio yiddish, sia, in particolare, il repertorio sefardita e in generale

mediterraneo. Con la sua creatività musicale e la sua raffinata sensibilità Miriam Meghnagi ha

continuato questa secolare tradizione con l'invenzione di nuovi canti. La sua voce dolce e flessibile,

la sua grande espressività sa piegarsi a sottolineare tutte le inflessioni della melodia, passando

dalla sottile ironia alla dolce tristezza, ma anche allo spirito più vivace e gaio del canto sefardita

con una non comune capacità di cogliere tutte le luci e le ombre del canto ebraico, così vario ma al

tempo stesso legato ad una comune origine e ad una medesima radice e ad un medesimo slancio

vitale.

ANGELICA TURNO Diplomata in violino al Conservatorio di Cagliari. Insegna musica alle scuole

medie. Si occupa di didattica musicale. I suoi interessi spaziano dalla musica da camera

all'improvvisazione, dalla danza contemporanea alla musica irlandese.Ha collaborato con vari

gruppi teatrali e di danza, tra cui Actores Alidos, Fueddu e Gestu, Is Mascareddas, Caranas.

Attualmente collabora con il musicista irlandese Chris Kennedy e con l'arpista Marcella Carboni.

VANESSA BISSIRI cagliaritana, attrice, musicista, danzatrice. La sua attenzione si rivolge in

particolare alle danze tradizionali sarde e spagnole.

MARIAN SERBAN musicista, compositore, suonatore e costruttore di cimbalon strumento di cui è

considerato uno tra i maggiori virtuosi. E' membro del gruppo musicale 'Rom & Gagè' con cui è

presente a Ethnicus 2010.

CLARA MARCHANA attrice e danzatrice portoghese, vive in Italia dal 2008.

Si è laureata alla Scuola Superiore di Teatro e Cinema, ha frequentato la Scuola Superiore di Danza

e si è diplomata alla Scuola di Arti Circensi di Lisbona. Ha continuato la sua ricerca teatrale e di

danza approfondendo il butoh, il contemporaneo e il classico.

Ha lavorato in Portogallo, Spagna, Germania e America Latina in ambiti teatrali classici e

sperimentali, di prosa, musical e teatro‐danza con diverse compagnie e autori, tra cui i registi

Cláudio Hochman, João Brites, Rogério de Carvalho, José Wallenstein, Philipe Genty, Judite da Silva

Gameiro.

PINO PECORELLI Inizia a suonare nel ’87 il basso elettrico e nel ’92 il contrabbasso, diplomandosi

al Conservatorio Santa Cecilia di Roma sotto la guida del maestro M. Giorgi.

Ha suonato e suona in situazioni diversissime tra loro, spaziando dalla musica classica

all’improvvisazione totale. Da sette anni è insegnante di basso e contrabbasso presso la Scuola

Popolare di musica “Donna olimpia” di Roma.

Inoltre collabora con diversi musicisti anche come co‐produttore artistico e programmatore.

Attualmente suona con Orchestra di piazza Vittorio, Slow Motion, Rocco De rosa.

In ambito classico ha collaborato con l’rchestra del Conservatorio di S. Cecilia, con l’rchestra

Regionale del Lazio, l’rchestra Nova Amadeus.

Dal vivo ha accompagnato vari musicisti tra cui Sergio Cammariere, Pino Marino, Rocco Papaleo,

Acustimantico, Franco Califano, Nuove Tribù Zulu, Buscaja,Bungaro, Rodolfo Laganà.

Per il cinema ha prodotto, arrangiato e suonato le musiche “Caterina va in città”di Paolo Virzì

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“Lettere da sahara” di Vittorio De Seta, “L’Orchestra di Piazza Vittorio” di Agostino Ferrente

“ L’estate del mio primo bacio” di Carlo Virzì.

ANTONIO FRANCIOSA Percussionista mediterraneo interessato agli aspetti ritmici e timbrici di

svariati tipi di tamburi soprattutto a cornice. Ha seguito corsi e clinics con Victor Lewis, Badù

N’Djaie, Antonio Hereida, Arnaldo Vacca, Mohammed Abdallah, Raffaele Inserra.

Studia e sviluppa le tecniche per tamburello italiano, riqq, pandeiro, bodhran, tar, cajon, djembe e

darabbukka. Il suo set spesso si avvale di queste ed altre percussioni dando vita ad una personale

ed accattivante “batteria etnica”. Collabora con vari musicisti: Rocco De Rosa, Marco Salcito, Luca

Ciarla, Marco Siniscalco, Matteo D’Agostino, Barbara Eramo, Diana Tejera, Pasquale Laino, Arnaldo

Vacca (Orchestra Tamburellando), B.I.O., Ratablò.

BABA SISSOKO & AFRO BLUES QUARTET

domenica 29 agosto ore 22.30 teatro Sa Mandria Castiadas

BABA SISSOKO voce tamani 'ngoni kamalengoni chitarra

GUIMBA KOUYATE chitarra acustica 'ngoni e coro

MAMADOU KONE djembè calebasse percussioni e coro

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con MAMANI KEITA voce e piccole percussioni

Baba Sissoko discende da una grande dinastia di Griot del Mali, cantastorie, figure erranti che

detengono e tramandano il sapere, la tradizione, la storia e la cultura locale. Il suo stile è

estremamente particolare; alle melodie ed ai ritmi propri della sua tradizione fonde sonorità

occidentali come il jazz, il rock e il blues.

Presta continua attenzione verso tutte le forme di espressione musicale. Ha collaborato con artisti

conosciuti in tutto il mondo tra i quali Sting, Art Ensemble of Chicago, Santana, Youssou N'Dour,

Salif Keita ed altri ancora. Nel '91 fonda il gruppo Taman Kan. Benché sia considerato il maggior

virtuoso esistente del Tamani ‐ che tra le sue mani canta letteralmente ‐ ha i piedi ben saldi su

questo pianeta e porta con sé un tale carico di passione e di umiltà che inevitabilmente si viene

attratti nella sua colorata orbita musicale ed umana. Nel concerto il suo Tamani, 'Ngoni e il magico

suono del Kamalengoni (strumento a 6 corde da lui modificato a 12 corde) si intrecciano con i ritmi

dei djembe, dei doun e con i canti del suo infinito repertorio.

GLI STRUMENTI

Gli strumenti del Mali, ed in generale del Continente africano, sono ricavati da piante o frutti,

nascono dall'osservazione e dall'utilizzo della natura.

La storia del Tamani è affascinante. E’ uno strumento originario del Mali, precisamente del

villaggio natale del nonno paterno di Baba Sissoko, Bulonkonò. Lo strumento originario era il

Tanka, costituito da una piccola calebasse ("zucca") e da una pelle di pesce palla. Per rendere il

suono più vivo si faceva un piccolo foro nella zucca e ci si metteva dentro un po’ d’acqua. Si diceva,

già all’epoca, che questo era uno strumento capace di parlare perché se si orientava il foro

praticato contro vento percuotendo lo strumento si ottenevano più suoni grazie al movimento che

il vento trasmetteva all’acqua contenuta al suo interno. Lo N'goni ‐ liuto africano ‐ è un strumento

antichissimo, originario di svariati gruppi etnici delle savane del Sahel, diffuso soprattutto in Mali,

Burkina Faso, Niger, Liberia e Senegal. Il Kamalengoni è la chitarra africana. La Calebasse è

strumento a percussione senza membrana.

http://www.babasissoko.com/

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Via Boccaccio n° 1/3, 09047 Selargius

39 336 351319

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direzione artistica

Rocco de Rosa

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Tore Usai

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organizzazione

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39 338 4894613

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ufficio stampa

Marialuisa Giordano

39 338 3500177

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grafica e web

Antonio Cornacchia

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http://www.antoniocornacchia.com

riprese e montaggio video

Silvia Giulietti

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http://www.silviagiulietti.it

fotografia

Manuel Usai

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Antonio Larizza

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